Natura · Sant'Eusanio del Sangro, Altino e Casoli
L'Oasi di Serranella
Uno sbarramento costruito per l'industria è diventato in pochi anni una palude, poi un'oasi, poi una riserva: trecento ettari dove il Sangro e l'Aventino si incontrano.
La storia
L'Oasi di Serranella si trova all'interno di un Sito d'Importanza Comunitaria suddiviso fra i territori comunali di Casoli, Altino e Sant'Eusanio del Sangro, in provincia di Chieti.
Appena dopo la confluenza fra i fiumi Sangro e Aventino, l'uomo ha realizzato uno sbarramento per trattenere l'acqua necessaria alle esigenze industriali della vallata e all'irrigazione dei terreni agricoli. In breve tempo il lago è diventato una palude ricca di flora e fauna, dove tife, giunchi e scirpi sono le specie vegetali predominanti. È così che l'intera area ha acquistato sempre più importanza dal punto di vista naturalistico, fino a diventare oasi del WWF nel 1987 e Riserva Naturale Regionale nel 1990, su una superficie di circa 300 ettari.
Un ambiente ricostruito
Nell'ultimo decennio, grazie agli interventi di ripristino previsti nel piano di assetto naturalistico, si sta ricostruendo la ricchezza dell'habitat fluviale con laghetti, lanche e zone allagate, per riportare l'ambiente al proprio aspetto originario.
Fra le specie floristiche più importanti si ricordano l'orchidea di palude, il giglio d'acqua, la salcerella e la mazza d'oro comune. Circa settanta sono le specie che qui nidificano — fra cui la nitticora, il martin pescatore e il codone, l'elegante anatra simbolo dell'Oasi — mentre oltre duecento sono quelle censite nel corso degli anni di osservazione, alcune molto rare: l'airone bianco maggiore, la spatola, la cicogna nera, il falco pescatore, il fenicottero.
Ai bordi dell'invaso si trovano ampie fasce di bosco ripariale formato soprattutto da salici, pioppi, ontani e farnie — una quercia un tempo molto più diffusa nei boschi di pianura, tanto che grossi esemplari sono stati rinvenuti negli scavi estrattivi e oggi sono esposti nell'Oasi come testimonianza di un tempo.
Come si visita
Il centro di accoglienza, in prossimità della traversa, nel territorio di Sant'Eusanio, è molto frequentato per l'educazione ambientale da alunni e studenti che arrivano anche da fuori regione. Nel territorio di Altino, in località Scosse, oltre ai percorsi per visitare le lanche, si può ammirare l'incontro fra il Sangro e l'Aventino e, da un capanno appositamente predisposto, sorprendere gli animali che vi stazionano nella tranquillità più assoluta.
Ma le sorprese non finiscono qui: nell'Oasi si incontrano anche due opere installate dall'associazione Arte Natura, «La collina degli alberi morti» di Sebastiano A. De Laurentiis e «La Biscia» di Nunzio Di Stefano.
Immagini
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«La Biscia» di Nunzio Di Stefano
Marmo di Carrara su un laghetto. Di profilo è un serpente d'acqua, di fronte un mostro marino, da lontano un paio di labbra sospese.
Altino, Oasi di Serranella
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«La collina degli alberi morti»
Grandi farnie ritrovate sepolte sotto la ghiaia durante gli scavi dell'Oasi, riportate in superficie e ricomposte in collina da Sebastiano De Laurentiis.
Altino, Oasi di Serranella
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Un paese su uno sperone che guarda due valli, e una collana di peperoni rossi appesa ad asciugare: «a cocce capammonte», a testa all'insù.
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Una torre pentagonale attorno a cui è cresciuto un paese intero. D'Annunzio vi soggiornò; nel 1943 divenne sede del comando inglese.
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