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Ecomuseo Sangro · Aventino
La collina degli alberi morti di Sebastiano De Laurentiis, nell'Oasi di Serranella

Arte · Altino, Oasi di Serranella

«La collina degli alberi morti»

Grandi farnie ritrovate sepolte sotto la ghiaia durante gli scavi dell'Oasi, riportate in superficie e ricomposte in collina da Sebastiano De Laurentiis.

Indicazioni

La storia

Durante i lavori di scavo per la sistemazione dell'Oasi Naturale di Serranella sono stati rinvenuti, ad alcuni metri di profondità, grandi alberi sepolti nella ghiaia, perlopiù farnie. I toponimi dei luoghi — «Selva Piana», «Selva d'Altino» — ricordano i vasti boschi planiziali che una volta popolavano le aste fluviali.

È così che l'artista Sebastiano A. De Laurentiis, proprio all'interno della stessa Oasi che si estende fra i territori di Casoli, Sant'Eusanio e Altino, pensa di realizzare la sua opera intitolata «La collina degli alberi morti», per rievocare le storie e le trasformazioni del territorio.

De Laurentiis fa leva su forme presenti nel paesaggio: ellissi, vuoti, spirali, espansioni. L'opera racconta l'ambiente, la natura, il paesaggio e le proprie trasformazioni. È soprattutto il paesaggio del niente, del vuoto, di un'assenza — la nostra — che privilegia il pieno. La «collina», in realtà, è un ampio accumulo di sabbia drenata dal fiume: in quest'area l'artista ha recuperato e collocato grandi tronchi dragati dalla corrente insieme a cespugli di ginestre, rose canine e altre essenze vegetali.

Sebastiano A. De Laurentiis

Nasce nel 1938 a Roccascalegna, uno dei borghi più incantevoli d'Abruzzo. Le emozioni che il paesaggio abruzzese suscita seducono il suo animo dall'inclinazione artistica e poetica; avverte l'esigenza crescente di interagire con esso, di mostrarlo con orgoglio agli altri, indicandone frammenti e visioni che possono sfuggire allo sguardo distratto dell'uomo contemporaneo.

A soli 21 anni esordisce alla Quadriennale di Roma con un'opera di forte impatto emotivo, «Le sbarre», realizzata assemblando 72.000 fiammiferi bruciati e svastiche, racchiusi in una grata di ferro recuperata da una vecchia prigione. Il successo lo impone fra gli artisti più promettenti: viene chiamato in Germania, dove lavora spostandosi fra Berlino, Basilea e Colonia, e da qui inizia a viaggiare partecipando a collettive a Praga, in Svezia, in Norvegia e a New York.

Costretto ad abbandonare Roma negli anni Novanta, De Laurentiis ritorna definitivamente nella terra d'origine. L'interesse per la natura diventa pressante: le spighe, le foglie, gli alberi, i sassi, i semi, le zolle diventano i suoi quadri, tasselli strappati da un mosaico naturale di cui l'artista vuole frammentare la bellezza risvegliando le conoscenze. Nel 1996 si fa promotore del progetto «Arte Natura». Ci ha lasciati nell'estate del 2019, all'età di 81 anni.

L'arte non rappresenta il visibile, ma rende visibile ciò che non sempre lo è.

Paul Klee

Immagini

Canneto e bosco ripariale lungo la riva dell'invaso
Lo specchio d'acqua dell'Oasi di Serranella circondato dalla vegetazione ripariale