Vai al contenuto
Ecomuseo Sangro · Aventino
Ritratto fotografico di Gennaro Finamore

Arte · Gessopalena

Gli intellettuali di Gessopalena

Un folklorista, due poeti, un musicista, un igienista: un paese di poche migliaia di anime che nell'Ottocento manda i suoi figli a Napoli.

Indicazioni

La storia

Gennaro Finamore, folklorista

Gennaro Finamore nasce a Gessopalena l'11 agosto 1836. Compie i primi studi a Lanciano e si laurea in medicina all'Università di Napoli. Esercita la professione nel suo paese natio, dove si dedica profondamente allo studio delle tradizioni, delle credenze e del folklore popolare. Molte sono le sue opere; fra le più consultate, «Tradizioni popolari abruzzesi» e «Vocabolario dell'uso abruzzese».

Con la pubblicazione del Vocabolario, il Ministero della Pubblica Istruzione lo nomina honoris causa professore di lettere nelle scuole secondarie: ciò gli permette di insegnare nel Ginnasio di Lanciano e successivamente di diventarne preside. È socio di numerose accademie e deputato della Deputazione Abruzzese di Storia Patria. Si spegne a Lanciano il 9 luglio 1923. A suo nome è intitolata la scuola media di Gessopalena.

Marino Turchi, igienista

Nasce a Gessopalena il 31 maggio 1808. Studia a Chieti e poi si laurea in medicina a Napoli nel 1832. Insegna tecnica medica e si dedica con studi costanti ai problemi dell'igiene. Il 18 aprile 1848 viene eletto deputato liberale dell'Abruzzo Citra al Parlamento delle Province Napoletane ed è fra i firmatari della protesta contro Ferdinando II che, dopo aver concesso la costituzione, aveva ordinato la sospensione del Parlamento appena eletto. Per le sue idee politiche fu vittima di persecuzioni da parte del governo borbonico.

Nel 1860, con l'arrivo di Garibaldi a Napoli, diventa uno dei trenta decurioni della città, e Garibaldi stesso lo nomina professore d'Igiene all'Università. Dal 1861 è membro della Commissione municipale d'igiene di Napoli e propugna numerose iniziative umanitarie per migliorare le condizioni di vita del popolo napoletano in miseria. Pone le basi per la nascita di un Istituto d'igiene e della cattedra di Antropologia con il relativo museo. È stato preside della Facoltà medico-chirurgica e rettore dell'Università di Napoli dal 1879 al 1888. Muore a Napoli il 3 marzo 1890.

Gianvincenzo Pellicciotti, poeta e patriota

Nasce a Gessopalena il 20 marzo 1820. Compie i primi studi a Lanciano e diventa dottore in medicina a Napoli. È considerato il massimo esponente del patriottismo chietino nel Risorgimento. Stabilitosi a Chieti, fonda due giornali, «La Majella» e «Monte Amaro». Nel 1849 è arrestato per le sue idee liberali e resta quattro anni nel carcere di San Francesco, dal quale esce per la generosa intercessione del generale Pianelli. Con i suoi scritti compie un'opera di propaganda per l'unificazione dell'Italia. Muore a Gessopalena il 27 settembre 1863.

Giuseppe Persiani, musicista

Nasce a Gessopalena nel 1827. Compie gli studi prima a Chieti e poi a Napoli sotto la guida del celebre operista Mario Aspa. Scrive numerose opere, fra le più note «Malek-Adhel», «Manfredi di Svevia» e «Il prigioniero di Palermo», dedicata a Giuseppe Garibaldi e rappresentata al teatro Marrucino di Chieti nel 1861 con grande successo di pubblico e critica, grazie al suo contenuto patriottico. Muore a Chieti nel 1899.

Francesco Saverio Tozzi, poeta

Nasce a Gessopalena nel 1863 e muore giovanissimo, nel pieno della sua attività di poeta e letterato. Scrive numerosi sonetti ispirandosi in particolare all'Abruzzo e alla Maiella; fra i più noti, «Notturno», «Momenti» e «In Memoriam».

Immagini

Frontespizio del Vocabolario dell'uso abruzzese di Gennaro Finamore
Copertina delle Novelle popolari abruzzesi
Copertina delle Tradizioni popolari abruzzesi
La lapide dedicata dai cittadini di Gessopalena a Marino Turchi