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Ecomuseo Sangro · Aventino
Una delle antiche fontane del territorio di Torricella Peligna

Architettura · Torricella Peligna

Torricella Peligna

Novecento metri di quota, la tribù dei Carricini, un uomo mummificato nel Seicento e i natali di chi fondò la Brigata Majella.

Indicazioni

La storia

Torricella Peligna è un comune situato nella vallata dell'Aventino, in provincia di Chieti, a circa 900 metri sul livello del mare. Fa parte della Comunità montana Aventino-Medio Sangro.

Storia

La fondazione di Torricella si fa risalire, secondo la tradizione locale, all'abbandono di Iuvanum durante le guerre bizantine del VI secolo d.C. Le prime notizie certe, tuttavia, si hanno dal XII secolo, quando fu feudo degli Orsini. In epoca antica i centri che esistevano in loco erano abitati dalle tribù sannite dei Carricini, il cui territorio confinava — oltre la Maiella — con i Peligni di Sulmona e Campo di Giove, i Pentri a sud e i Frentani verso il mare.

Torricella balzò alle cronache nazionali durante la Seconda guerra mondiale. I tedeschi, in ritirata sulla linea Gustav, fecero terra bruciata del paese, e vennero combattuti nel '44 dalla Brigata Majella, il cui comandante Ettore Troilo era nato proprio in questo comune. Molti furono gli sfollati e vennero distrutte molte abitazioni. Successivamente Torricella è stata ricostruita ed è oggi meta turistica come ottima stazione climatica.

Origini

Molto corposi sono i ritrovamenti di epoca italica risalenti al VI secolo a.C. Nelle contrade sono state fatte varie scoperte archeologiche, i cui reperti oggi sono conservati nel Museo Archeologico di Iuvanum e in quello di Chieti. In località Sant'Antonio è stata trovata una tomba con un elmo di bronzo, due scudi per la protezione del cuore (cardiophylax), un pugnale, un collare, un bracciale a spirale, quattro anelli digitali e una fibula di ferro.

L'attività economica maggiormente praticata era l'agricoltura, insieme alla pastorizia. Molti tratturelli attraversavano l'intero territorio, fungendo da raccordo fra i percorsi tratturali dietro la Maiella e quelli che passavano lungo la costa diretti a Foggia.

Personaggi

Fra i personaggi più importanti nati a Torricella Peligna bisogna ricordare Silvio D'Amico, giornalista, direttore di numerose riviste, insegnante di storia del teatro nella Regia Scuola di Recitazione «Eleonora Duse», da lui stesso riformata in Accademia Nazionale d'Arte Drammatica. Sono rimaste nella storia le sue collane «Il Teatro del Novecento» e «Repertorio».

  • Antonio Manzi, patriota e fondatore della Brigata Majella;
  • la famiglia Bellini, dalla quale — una volta trasferitasi a Catania — nasce il grande musicista Vincenzo Bellini, che prende il nome del nonno;
  • la famiglia Fante che, trasferendosi in America, dà i natali a John Fante, poi diventato un grande scrittore.

Cosa vedere

Nell'edificio che ospita la biblioteca si può visitare un piccolo museo dove sono raccolti oggetti e lapidi con iscrizioni legate al periodo italico-romano. Ma l'interesse maggiore è dato da un corpo mummificato di un uomo vissuto nel XVII secolo e rinvenuto nella chiesa madre durante i lavori eseguiti dopo il terremoto del 1984. Nel cuscino della sepoltura sono state rinvenute, fra la paglia, le spighe di spelta, coltura usuale nei comuni montani in quel periodo: la spiga è conservata nel Museo sulla Storia e Trasformazione del Paesaggio.

Per ripercorrere gli antichi tratturelli, visitare le antiche fontane sparse sul territorio, ammirare i resti di alcune mura megalitiche su Monte Moresco o godere dei panorami, si possono seguire i tre percorsi attrezzati ideati all'interno del Museo sulla Storia e Trasformazione del Paesaggio.

Immagini

Il grande disco in bronzo di un corredo funerario italico
Il corredo di un guerriero italico: elmo, scudi e armi
La Parabola di Giuliano Giuliani, lastra di travertino nel pendio