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Ecomuseo Sangro · Aventino
L'ingresso del Museo Archeologico di Iuvanum

Musei · Montenerodomo

Museo Archeologico di Iuvanum

Quattro sezioni, dal neolitico all'età imperiale. Fra i pezzi, la bardatura in bronzo e argento del cavallo di un eques.

Indicazioni

La storia

Una moderna struttura edificata in prossimità dell'acropoli ospita il Museo Archeologico di Iuvanum, inaugurato nel 2006. Raccoglie i reperti rinvenuti nel territorio dei Carecini Infernates, nel quale — secondo Plinio il Vecchio — sorgeva l'antica Iuvanum.

Diviso in quattro nuclei tematico-espositivi («Intorno a Iuvanum», «Culti degli dei», «La vita quotidiana», «Il lapidario»), il museo conserva strumenti dall'età neolitica alla prima età del Ferro, testimonianze precedenti la nascita della città romana, ricchi corredi provenienti da templi, tombe e abitazioni.

Si tratta sia di oggetti dedicati al culto degli dei sia di strumenti di vita quotidiana, ma non mancano corredi di guerrieri: manufatti e utensili in bronzo, ceramica e terracotta, armi e gioielli, vasellame di ogni tipo, statuette votive, strumenti da lavoro, oggetti per la cura del corpo, piatti, bicchieri, contenitori in vetro.

I pezzi da non perdere

Fra i tanti reperti si segnalano i molti oggetti di culto rinvenuti nell'area del santuario sull'acropoli. Fra le divinità raffigurate spicca Ercole, venerato dagli abitanti di Iuvanum per il suo legame alla pastorizia e all'agricoltura.

Una grande teca è dedicata a una ricca bardatura di cavallo, in bronzo e con alcuni elementi laminati in argento: apparteneva probabilmente a un cavallo degli equites, i patrizi che costituivano la cavalleria romana e che erano personaggi di spicco anche a Iuvanum.

Nel Lapidarium, ultima parte del percorso espositivo, sono conservati frammenti lapidei provenienti dagli edifici che sorgevano sull'antica acropoli: si segnala il lacerto di epoca imperiale, in pietra calcarea, proveniente da un piccolo altare consacrato a Diana, alla quale rimandano i rilievi laterali raffiguranti un cervo e una capra. Significativo è anche ciò che resta di un sarcofago in pietra calcarea, rinvenuto nel 1980 in una delle aree funerarie di Iuvanum: datato al III secolo d.C., reca sulla fronte un epitaffio in metrica per il defunto, il giovane Marco Titazio Celere.

Immagini

Una vetrina del museo con utensili e vasellame
Il corredo di un guerriero italico: elmo, scudi e armi
L'area archeologica accanto al museo
Disegno ricostruttivo della capanna scoperta su Monte Pidocchio